Gabriele Calindri

Gabriele Calindri, attore e regista. Debutta  a dieci anni, con suo padre, nel 1970 e studia presso l’Accademia dei Filodrammatici di Milano dove si diploma nel 1981. Da sempre appassionato di ricerca lavora a Parigi al Centro di ricerca teatrale con Peter Brook e Jean Paul Denizon, a Pontedera alle “Acting propositions” con Jerzy Grotowskj e studia e collabora per anni con Ludwik Flaszen.

Partecipa a numerosi spettacoli in qualità d’attore tra i quali “Il Ventaglio” di C.Goldoni per la regia di F. Piccoli; “Non si può mai sapere” di G.B.Shaw e “Le donne saccenti” di Molière con la regia di L. Puggelli; “La danza Immobile” di H.Muller per la regia di E. De Capitani , prosegue poi, fra gli altri,  con il “Prometeo incatenato” di Eschilo con la regia di L. Flaszen, “La bottega del caffè” di C. Goldoni con la regia di Gigi Dall’Aglio, “Kvetch” di S. Berkoff, regia di E. Cremascoli, “Fuga in città sotto la luna”, regia di C.Crippa.

Ha avuto la grande occasione di partecipare alle produzioni più significative del teatro dell’Elfo di Milano come “La bottega del caffè” di R.W.Fassbinder, “Happy Family” di A. Genovesi, “Racconto d’inverno” e “Otello” di Shakespeare, “The History boys” di A. Bennet,  e “Morte di un commesso viaggiatore” di A. Miller.

Come regista ha diretto numerosi allestimenti tra i quali ricordiamo almeno “Risvegli” da O. Sacks, “Indovina chi viene a cena” di W.A. Rose, “La peste” di A. Camus, “Ciao tu” di R. Piumini e B. Masini, “Casa di bambola” di H.Ibsen e infine “Destinatario sconosciuto” di K.K.Taylor  replicato a Milano per dieci anni consecutivi.

Da sempre appassionato di doppiaggio, ha avuto il privilegio di coronare un sogno che aveva fin da piccolo. Dal 1982 ha doppiato e diretto prodotti di varia natura, dai cartoni animati, alle soap opera, ai telefilm e film tv e cinema.

 

 
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